Uso del VHF marino: regole, canali e imbarcazioni obbligate

Pubblicato da Roberto Europe il 04/06/2026 13:20 .

Capire il vhf marino quando si usa è essenziale per ogni diportista: questo articolo chiarisce obblighi, normativa italiana, canali, procedure di emergenza e documenti necessari per utilizzare correttamente la radio VHF marino a bordo.

Cos'è la radio VHF marino e quando si usa

La radio vhf marino è un ricetrasmettitore progettato per la comunicazione marittima nella banda compresa tra 156 e 162 MHz. Lavora in linea ottica: in pratica, il collegamento dipende dall'assenza di ostacoli tra le antenne, dalla potenza dell'apparato e dall'altezza di installazione. Per questo motivo resta uno strumento centrale nella navigazione costiera e d'altura, sia nel diporto sia su altre imbarcazioni.

VHF marino compatto con microfono a mano collegato, display digitale e controlli frontali, pronto per uso in mare. vhf marino quando si usa nel testo descrive funzione e utilizzo.

Quando è obbligatorio il VHF marino a bordo

Una volta chiarita la funzione dell'apparato, conta il quadro normativo: oltre le 6 miglia dalla costa il vhf a bordo è obbligatorio. Entro questo limite non sempre lo è, ma resta un presidio di sicurezza da non trascurare, soprattutto nei casi di rapido cambio meteo o traffico intenso.

  • Navigazione oltre le 6 miglia: la presenza della radio vhf è richiesta per legge: rientra nell'equipaggiamento obbligatorio ai sensi della normativa vigente.
  • Imbarcazioni a noleggio: la licenza RTF è richiesta indipendentemente dalla distanza dalla costa, sia in ambito privato sia commerciale.
  • Navigazione in acque internazionali: per utilizzare il dsc su unità da diporto è richiesto anche il certificato SRC.
  • Vie navigabili interne: serve il certificato radiotelefonico VHF UBI con numero personale ATIS programmato sull'apparato.

Al contrario del telefono cellulare, il VHF nasce per il contesto marino.

A cosa serve concretamente la radio VHF in mare

La radio vhf nautica non interviene solo in emergenza: serve per ricevere bollettini meteo, contattare la Capitaneria, coordinare le manovre tra unità vicine e gestire le comunicazioni operative durante la navigazione. A bordo, conta la rapidità con cui un messaggio arriva a tutti i soggetti interessati sullo stesso canale.

  • Bollettini meteorologici: il canale 68 trasmette informazioni utili prima di salpare e durante l'uscita.
  • Contatti con porti e autorità: le Capitanerie operano sul canale 9, mentre i servizi portuali utilizzano canali dedicati.
  • Coordinamento tra imbarcazioni: i canali 6 e 8 sono impiegati per le comunicazioni nave-nave; il 13 è riservato ai ponti di comando in porto.

In aggiunta, il dsc consente una chiamata digitale immediata con trasmissione automatica di posizione e identificativo, se il sistema è correttamente collegato. Con il dsc correttamente collegato, nei casi critici i tempi di allerta si riducono e la gestione del soccorso migliora in modo sostanziale.

VHF marino portatile o fisso: quale scegliere

Una volta definiti obblighi e impieghi, resta la scelta dell'apparato. Il modello portatile lavora in genere da 0,1 a 6 Watt, con portata media attorno alle 10 miglia nautiche; spesso è galleggiante, impermeabile e indipendente dalla batteria di bordo. È da privilegiare quando serve un backup affidabile o si parla di piccole unità.

Il VHF fisso arriva a 25 Watt, con una portata media di circa 15 miglia e punte fino a 30. Supporta installazioni multi-stazione con microfoni cablati o wireless, come i radio VHF marino Raymarine con AIS integrato, e offre una qualità audio più stabile anche con rumore di fondo. Per uscite regolari fuori costa, questa soluzione resta la più adatta.

Non appena si sale di gamma, i sistemi radio vhf integrano GPS a 66 canali, AIS di classe B e funzioni avanzate di comunicazione marittima in un solo apparato. La chiamata digitale VHF via dsc trasmette la posizione senza inserimento manuale e riduce gli errori linguistici nelle procedure di allarme. In diversi modelli è presente anche la registrazione automatica dell'ultimo minuto audio: un elemento spesso decisivo nelle fasi di indagine post-incidente.

Canali VHF marini: guida all'uso corretto

I canali vhf marini sono standardizzati a livello internazionale nella banda 156–162 MHz. Ogni canale ha una funzione precisa: usarlo fuori destinazione è vietato e può comportare sanzioni.

Diagramma tecnico dei canali VHF marini: canali, frequenze, utilizzo e categoria, inclusi 16 per emergenza e 70, 13, 9, 68, canali 6/8 per navigazione. vhf marino quando si usa si integra naturalmente.

Il canale 16 e il silenzio radio obbligatorio

Il canale 16 (156.800 MHz) resta il riferimento operativo della radio vhf marino: è riservato all'emergenza e alla chiamata iniziale tra imbarcazioni. Tenerlo costantemente in ascolto durante la navigazione è obbligatorio. A bordo, conta la disciplina d'ascolto: nei primi tre minuti di ogni mezz'ora si osserva inoltre il silenzio radio, per non ostacolare eventuali messaggi di soccorso e i bollettini meteo.

La tabella canali VHF e la destinazione d’uso

Per orientarsi tra canali e frequenze, una tabella canali vhf resta lo strumento più pratico. Ogni frequenza è assegnata a un impiego preciso e va rispettata: da questo dipende una comunicazione ordinata tra unità, porti e servizi costieri.

Merita un richiamo specifico il canale 70, sulla frequenza 156.525 MHz: è riservato esclusivamente al dsc e non deve mai essere usato per la voce. Un impiego errato può generare falsi allarmi di emergenza, con conseguenze operative e sanzioni amministrative anche severe.

CanaleFrequenza (MHz)Destinazione d'uso
16156.800Emergenza e chiamata internazionale
70156.525Solo DSC digitale (vietato uso vocale)
13156.650Comunicazioni tra ponti di comando in porto
9156.450Capitanerie di porto
68156.425Bollettino meteo e diporto non commerciale
6 / 8156.300 / 156.400Comunicazioni nave-nave
69 / 71 / 72 / 78VarieImbarcazioni non commerciali

Una volta pianificata la rotta, conviene verificare quali canali vhf marini siano effettivamente utilizzati nell’area interessata. Le Capitanerie di porto possono indicare canali operativi locali diversi da quelli in tabella: è da privilegiare la consultazione di avvisi e informazioni nautiche locali aggiornate prima di salpare.

Come usare correttamente la radio VHF in mare

La radio vhf tradizionale lavora in modalità simplex: trasmissione e ricezione avvengono sulla stessa frequenza, ma in tempi alternati. In pratica, non si parla contemporaneamente. Per avviare una comunicazione marittima corretta, si chiama l’unità destinataria sul canale appropriato, si ripete il nominativo tre volte, ci si identifica e si attende circa due minuti prima di un nuovo tentativo se non arriva risposta.

In aggiunta, le regole richiedono messaggi brevi, chiari e pertinenti al canale scelto. Non appena il contatto è stabilito, il traffico va spostato su canali di lavoro idonei, lasciando libero il canale 16 per emergenza, soccorso e chiamata.

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VHF marino quando si usa: immagine di tre radio VHF con icone e didascalie, focus su emergenza, urgenza e sicurezza navigazione.

May Day, Pan Pan e Sécurité: le tre chiamate di emergenza

Le chiamate di emergenza via vhf nautico seguono tre livelli distinti. Ogni formula ha uno scopo preciso e rientra in norme internazionali da rispettare: usare il livello sbagliato può attivare procedure inutili, con effetti operativi e sanzionatori per le imbarcazioni coinvolte.

Per le chiamate emergenza vhf, il riferimento resta il canale 16.

  • May Day: segnala un pericolo grave e imminente per l’unità o per la vita umana. Il messaggio prevede il segnale ripetuto tre volte, il nominativo, le coordinate geografiche, la natura dell’evento e il tipo di aiuto necessario.
  • Pan Pan: indica urgenza legata alla sicurezza dell’unità o delle persone, senza pericolo immediato di vita. La struttura è analoga, con il segnale Pan Pan ripetuto tre volte.
  • Sécurité: serve a diffondere un avviso utile alla navigazione, per esempio un ostacolo, traffico pericoloso o condizioni meteo avverse. Non è una richiesta di soccorso diretto.

Se arriva un May Day, ogni altra trasmissione va interrotta. Restare in ascolto è obbligatorio e il coordinamento passa all’autorità competente. Se il messaggio è stato ricevuto ma non sembra arrivare ai mezzi di assistenza, si può inoltrare un “May Day Relais”: in pratica, si ritrasmette il contenuto originale per estenderne la portata nell’area marina.

Il DSC: il soccorso digitale integrato nel VHF marino

Nel sistema vhf nautico soccorso, il dsc aggiunge velocità e precisione. Con la pressione del tasto dedicato, l’ apparato vhf invia in automatico il codice MMSI e la posizione GPS, ripetendo il segnale ogni quattro minuti fino alla conferma di ricezione.

Il dsc gestisce quattro tipi di chiamata: distress, urgency, safety e routine. Solo il distress viene diffuso automaticamente a tutte le stazioni in ascolto nell’area; gli altri casi seguono una logica selettiva. Per questo l’ utilizzo del tasto DSC richiede attenzione: un’attivazione impropria viola le norme e può comportare sanzioni.

Prima di salpare, conviene verificare che impianto radio, GPS e antenna siano configurati correttamente.

Licenza, patentino e VHF nautico omologato

Avere un VHF a bordo non basta. La normativa italiana richiede documenti distinti per l’apparato e per chi lo utilizza.

La licenza RTF e il patentino VHF: chi deve averli

Il primo documento riguarda l’impianto installato sulle imbarcazioni. La licenza VHF marino, cioè la licenza di esercizio dell’impianto radioelettrico, ha validità di dieci anni e va aggiornata alla scadenza oppure in caso di passaggio di proprietà. È richiesta sia per unità private sia per quelle a noleggio, senza differenze legate all’area di navigazione.

  • Licenza RTF: documento dell’unità, valido 10 anni, rilasciato dall’Ispettorato Territoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
  • Certificato limitato RTF: documento personale dell’operatore, a validità illimitata; almeno uno deve essere presente per ogni uscita.
  • SRC: abilita all’uso del VHF con DSC in acque internazionali sulle unità da diporto, con validità illimitata.

Accanto alla licenza dell’apparato serve il titolo dell’operatore. Il certificato limitato RTF è il requisito minimo per trasmettere legalmente sulla radio VHF marina, fissa o portatile: anche il solo ascolto meteo senza abilitazione non rispetta le norme. La distinzione è netta: possedere l’apparato non autorizza l’operatore a trasmettere senza il certificato limitato RTF.

MMSI, DSC e omologazione del VHF marino

Una volta chiarito il tema delle licenze, resta il nodo delle funzioni digitali. Il patentino VHF nautico consente l’uso del VHF nautico; per attivare il DSC occorre però anche il numero MMSI, da richiedere separatamente all’Ispettorato competente. Senza MMSI, le funzioni automatiche di soccorso restano inattive e le chiamate di emergenza digitali non possono essere trasmesse correttamente.

Conta poi l’omologazione. Un apparato conforme opera sulle corrette frequenze, rispetta i protocolli internazionali e può essere impiegato in mare secondo le regole del servizio marino. Al contrario, una radio VHF non omologata non è utilizzabile legalmente per la navigazione e non offre garanzie operative in emergenza.

Antenne e accessori per il VHF nautico omologato

Da qui deriva la qualità dell’impianto. L’antenna determina la portata reale della comunicazione: i modelli per uso marino vanno da 10 cm, adatti a piccoli gommoni, fino a 240 cm per unità più grandi come i catamarani, con guadagni compresi tra 1 dB e 6 dB. Vetroresina e acciaio inox con protezione anti-UV sono i materiali da privilegiare quando servono resistenza alla salsedine e durata nel tempo; sulle piccole unità, le antenne da 90 cm rappresentano spesso un buon equilibrio.

In aggiunta, un impianto ben configurato comprende cavi coassiali adeguati, come RG-58 CU MIL o RG-8X, filtri antidisturbo 12V e supporti porta-microfono standardizzati. Nautimarket Europe fornisce radio VHF omologate e accessori certificati, con documentazione compatibile con la licenza di esercizio rilasciata dall’Ispettorato Territoriale.

Domande frequenti

Il VHF è obbligatorio per le imbarcazioni che effettuano navigazione oltre le 6 miglia dalla costa. Entro questo limite la dotazione non è imposta, ma resta da privilegiare quando la priorità è la sicurezza a bordo, soprattutto in caso di emergenza.

In aggiunta, la licenza RTF resta richiesta sia per le unità private sia per quelle a noleggio, a prescindere dalla distanza dalla costa. Lo stesso principio vale per il patentino: deve essere presente almeno un operatore abilitato all’uso dell’ apparato VHF.

La differenza si gioca su potenza, autonomia e raggio operativo. Un VHF portatile arriva fino a 6 Watt, offre una portata di circa 10 miglia, spesso galleggia ed è protetto con standard IPX7 o IPX8: in pratica, resta utile come soluzione di riserva anche se manca alimentazione a bordo.

Al contrario, un VHF fisso raggiunge 25 Watt e può coprire fino a 30 miglia. Inoltre integra spesso funzioni DSC, GPS e AIS, con possibilità multi-stazione.

In caso di emergenza, la chiamata vocale si trasmette sul canale 16. Occorre premere il tasto di trasmissione e ripetere tre volte “Mayday”, poi indicare il nome dell’unità, la posizione, la natura del pericolo e l’assistenza richiesta: a bordo, conta la chiarezza del messaggio.

In aggiunta a questa procedura, qualora l’ apparato VHF integri la funzione DSC, il tasto distress, tenuto premuto per tre secondi, invia automaticamente MMSI e coordinate GPS alle stazioni entro portata, riducendo i tempi di intervento.