Riferimento: N11900600653
Marca: Lalizas
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Marca: Lalizas
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Marca: Monteisola Corde
Riferimento: N10203012861
Marca: Osculati
Riferimento: N80607030561
Marca: Osculati
Riferimento: VTMACS7000
Marca: Vitrifrigo
Riferimento: N30610500670N
Marca: Osculati
I parabordi di prua e poppa sono protezioni dedicate alle estremità dell’imbarcazione, pensate per assorbire gli urti contro banchine, pontili o altre barche durante le manovre di ormeggio. Ciò che distingue questi modelli dai parabordi cilindrici tradizionali in navigazione e in porto è la forma: seguono la curvatura del dritto di prua, della poppa o della plancetta, dove il contatto è spesso più concentrato e meno prevedibile.
La vera domanda è: in quale fase della manovra l’imbarcazione rischia il contatto più critico. Il parabordo di prua è da privilegiare quando si entra in posto barca in spazi stretti, durante l’avvicinamento al pontile o nelle manovre con ancora a prua; il parabordo di poppa, invece, serve soprattutto nell’ormeggio di poppa alla banchina, specie con vento o corrente laterale.
Il criterio che fa la differenza è la geometria reale dello scafo. In pratica, a bordo, una poppa larga con plancetta integrata non richiede la stessa protezione di una prua verticale o molto slanciata: alcune barche hanno bisogno di copertura su entrambe le estremità, altre solo nel punto in cui il contatto avviene più spesso.
Per questa categoria, la scelta non parte dal nome del modello ma da tre parametri: larghezza dell’area da proteggere, angolo di appoggio e rigidità del materiale. Se c’è un solo punto da tenere a mente, è questo: un parabordo troppo piccolo protegge solo in teoria, mentre uno troppo ingombrante può risultare scomodo da fissare e poco stabile durante la manovra.
Le misure disponibili coprono esigenze diverse: da elementi compatti intorno a 60-66 cm per poppe tradizionali, fino a protezioni più estese oltre 1.000 mm per prue moderne o zone di contatto più ampie. Le versioni con angolo di lavoro definito, per esempio tra 60° e 90°, sono da privilegiare quando il punto d’appoggio non è piatto ma inclinato.
Ciò che distingue un parabordo gonfiabile da uno rigido in navigazione non è solo il materiale, ma il comportamento all’impatto e la praticità d’uso. I modelli gonfiabili in PVC assorbono bene gli urti e permettono di regolare la pressione; i modelli rigidi in poliuretano mantengono meglio la forma e sono spesso più stabili nelle soste ripetute o prolungate.
In pratica, a bordo, il gonfiabile è indicato quando si cerca adattabilità su punti di appoggio variabili o si frequentano pontili affollati. Il rigido è da privilegiare quando l’ormeggio è ricorrente nello stesso assetto, oppure quando serve una protezione che resti ben posizionata senza deformarsi facilmente.
Per barche a vela moderne con prua affilata o rovescia, hanno senso parabordi di prua lunghi e avvolgenti, capaci di coprire una parte estesa del dritto. Per poppe a specchio, plancette bagno o zone posteriori molto esposte, conviene orientarsi su parabordi sagomati che lavorano anche in appoggio inclinato: è il caso tipico dell’ormeggio mediterraneo.
Le soluzioni prua-poppa o multiuso sono utili quando la stessa barca cambia spesso configurazione di ormeggio. Da privilegiare quando si alternano banchine alte, pontili galleggianti e accosti laterali, perché consentono una copertura più flessibile senza moltiplicare gli accessori a bordo.
Il parabordo di prua o di poppa non sostituisce sempre il parabordo cilindrico. La stessa logica vale al contrario: il cilindrico protegge bene la fiancata, ma non sempre lavora correttamente sulle estremità, dove l’angolo di contatto cambia e il punto d’urto è più localizzato.
I modelli speciali, come quelli sagomati o con struttura a costole, sono da considerare quando la barca presenta superfici curve o quando occorre mantenere una posizione più stabile contro il pontile. Nautimarket propone anche soluzioni con sistemi di fissaggio differenti: occhielli, fori passacima o cime incluse, un dettaglio pratico che incide direttamente sulla facilità di montaggio e sulla tenuta durante la manovra.
Prima di scegliere, conviene verificare tre misure: altezza del punto di contatto, larghezza della zona esposta e spazio disponibile per il fissaggio. La vera domanda è se il parabordo debba proteggere un urto occasionale o un appoggio ripetuto: cambia il tipo di materiale, cambia la forma utile e cambia anche il volume necessario.
Per un uso coerente, il criterio che fa la differenza resta l’abbinamento tra forma dello scafo e tipo di ormeggio abituale. In pratica, a bordo, una protezione ben scelta lavora senza spostarsi, copre il punto giusto e completa i parabordi laterali invece di sostituirli.
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