Come misurare la catena dell'ancora: guida all'ancoraggio

Pubblicato da Unknown il 13/06/2026 01:12 .

Sapere come misurare la catena dell'ancora è il punto di partenza per un impianto di ancoraggio affidabile. Questa guida chiarisce come eseguire la misurazione del diametro con il calibro, come calcolare la lunghezza in base alla profondità e come verificare la compatibilità tra catena dell'ancora, verricello, barbotin e dispositivi di ritenuta.

Cos'è la catena dell'ancora e come si identifica

La catena dell'ancora non è un componente generico. È una catena calibrata costruita secondo quote precise, scelta in funzione della dimensione, del passo di ogni maglia e del dislocamento dell'imbarcazione. A bordo, conta la corrispondenza esatta con l'impianto di prua: ancoraggio, scorrimento e recupero dipendono da questa base.

Le indicazioni di compatibilità sono riportate per ciascun diametro della catena dell'ancora nella pagina dedicata ai dispositivi di ormeggio e ritenuta per catena ancora 6-8 mm.

Catena e verricello sull'ancoraggio di una barca, vista del mare all'orizzonte. come misurare la catena dell'ancora.

Come si chiama la catena dell'ancora e le sue caratteristiche

In ambito nautico si parla di catena calibrata: ogni maglia rispetta tolleranze strette, necessarie per il corretto accoppiamento col barbotin.

Non appena si confronta questo prodotto con una catena standard industriale, emerge la differenza. La catena standard non è pensata per i verricelli nautici; la catena calibrata ha un passo adatto al recupero regolare, con minore rischio di inceppamento.

Gli standard più diffusi nel diporto sono due: catena DIN 766 e ISO 4565.

Diametro catena ancora: cosa indica e perché è importante

Il diametro catena ancora indica, in millimetri, lo spessore del tondino d'acciaio che forma la maglia. Non corrisponde alla misura esterna dell'anello. In pratica, è questo valore a definire la dimensione nominale della catena e la compatibilità con verricello, barbotin e sistemi di ritenuta.

Le misure più comuni nel diporto sono 6, 8 e 10 millimetri; per unità con maggiore dislocamento si trovano anche 12 e 14 mm. La differenza si gioca su pochi decimi: un solo millimetro fuori quota può compromettere il passaggio sul barbotin o il corretto lavoro del blocca catena.

Per questo la misurazione del diametro della catena dell'ancora va eseguita con un calibro, rilevando il tondino della maglia e non l'ingombro complessivo. Per verificare i modelli disponibili, la pagina diametro catena ancora riassume i criteri di selezione in base alla misura rilevata.

Standard normativi DIN 766 e ISO 4565 a confronto

Una volta definito il diametro, resta da verificare lo standard. Per 6, 7 e 8 mm, DIN 766 e ISO 4565 presentano quote molto vicine: nella pratica risultano quasi intercambiabili e la compatibilità con il barbotin non cambia.

Al contrario, su una catena da 10 la verifica è da privilegiare quando si sostituisce solo la linea senza cambiare il verricello. Il passo DIN 766 è di 28 millimetri, mentre quello ISO 4565 è di 30 millimetri: due millimetri bastano per determinare se il barbotin lavora correttamente oppure no.

Prima di salpare, conviene controllare sempre la targhetta del verricello, la documentazione tecnica o un campione esistente. Il dato decisivo comprende sia il diametro misurato sia lo standard, DIN 766 o ISO 4565, già previsto dall'impianto.

Come misurare il diametro della catena dell'ancora con il calibro

La misurazione del diametro della catena dell'ancora richiede un calibro a corsoio, il classico pie di re, capace di leggere in millimetri con precisione di 0,1 mm. Basta uno strumento ben costruito, analogico o digitale. Il punto di contatto, però, va scelto con attenzione: la lettura corretta parte da lì.

Dove e come posizionare il calibro sulla catena

Il calibro va appoggiato sul filo della maglia, mai sulla saldatura. La giunzione è più spessa e altera il dato reale: per una catena ancora 10 mm non è raro leggere 10,8–11 mm se si misura nel punto sbagliato. In pratica, si rischia di identificare male la dimensione e di scegliere componenti non compatibili con il verricello o con il fermacatena.

Una volta scelto il tratto giusto, conviene misurare a metà maglia, dove il metallo è più uniforme e non mostra rigonfiamenti o deformazioni. Se la catena dell'ancora è usurata, è preferibile rilevare le maglie centrali, meno segnate dal lavoro sul barbotin.

Non basta una sola prova. Occorre rilevare 5-10 maglie nella zona meglio conservata e calcolare la media aritmetica: così si compensano tolleranze produttive e usura irregolare, ottenendo un dato da confrontare con una tabella di riferimento del produttore.

Misurare il passo e la larghezza interna della maglia

Accanto al diametro, contano il passo e la larghezza interna della maglia. Quando si sostituisce una catena per ancora 8 mm su un impianto già esistente, la compatibilità si verifica proprio su questi valori: due catene dello stesso diametro nominale possono non lavorare sullo stesso barbotin. Conta la compatibilità reale, non l'etichetta commerciale.

Per il passo si procede così: 10 maglie su un piano, ben tese, poi si misura la lunghezza totale da un bordo esterno all'altro e la si divide per 10. Questa misurazione restituisce il passo medio. Il risultato va poi confrontato con le specifiche del verricello.

  • Diametro del filo: misurare a metà maglia, lontano dalla saldatura, su almeno 5 maglie; calcolare la media e confrontarla con la tabella del produttore.
  • Passo della maglia: allineare 10 maglie tese, misurare la lunghezza totale e dividere per 10.
  • Larghezza interna: misurare lo spazio tra i lati interni della maglia, lontano dalla saldatura; serve a verificare la compatibilità con grilli, girelle e chain stopper.

Una volta raccolti i tre dati, il confronto va fatto con le schede dimensionali del costruttore della catena o del verricello. Se il diametro reale risulta inferiore del 10% rispetto al valore nominale, la sostituzione è necessaria anche se l'aspetto esterno sembra ancora accettabile.

Catena ancora 8 mm e 10 mm: lettura e verifica dei risultati

Quando si passa alla verifica finale, entrano in gioco anche materiale, classe e carico di rottura. Una catena da 10 in acciaio zincato g40 pesa circa 2,2 kg al metro; secondo DIN 766, il carico di rottura arriva a circa 5.500 kg. Il grado della catena, indicato ad esempio come g30 o g40, definisce la resistenza meccanica a parità di diametro della catena dell'ancora.

Per la 8 mm il peso della catena è di circa 1,5 kg al metro, con un carico di rottura di circa 4.000 kg. Scegliere tra 8 e 10 mm impone di valutare carico, dislocamento e compatibilità con l'impianto, non solo il diametro nominale.

Diametro (mm)Peso (kg/m)Carico di rottura DIN 766 (kg)Lunghezza barca indicativa
6 mm~0,8~2.000Fino a 9-10 m
8 mm~1,5~4.00011-15 m
10 mm~2,2~5.50015-17 m
12 mm~3,2~8.000Oltre 17 m / alto dislocamento

Lunghezza catena ancora: quanta catena filare all'ancora

La lunghezza della catena dell'ancora non dipende solo dalla dimensione dell'imbarcazione. Per calcolare una linea di ancoraggio corretta, i parametri da valutare sono soprattutto la profondità, il fondale e le condizioni meteo attese.

Regola del rapporto catena/profondità per un ancoraggio sicuro

Il criterio di base è semplice: la catena dell'ancora da filare dovrebbe essere pari a 5-7 volte la profondità dell'acqua. Questo rapporto consente di mantenere l'angolo di trazione sulla catena di ancoraggio sotto gli 8 gradi, condizione utile perché l'ancora lavori bene sul fondale senza arare.

Se sono previsti vento sostenuto o mare formato, la differenza si gioca su qualche metro in più: il rapporto va portato a 7:1 o anche oltre. Una lunghezza della catena di 50 metri permette in genere un uso efficace fino a circa 7-10 metri di profondità con rapporto 5:1; oltre, serve aumentare il calumo complessivo oppure integrare la linea con una cima da ormeggio.

Quanta corda dare all'ancora in base al fondale

La lunghezza totale da filare, cioè catena oppure catena più cima, conta più della sola tipologia di materiale impiegato. A bordo, conta valutare sempre il fondale, il vento e l'eventuale corrente.

In presenza di marea, occorre calcolare sulla profondità massima prevista con l'alta marea, non su quella del momento. Se il fondale misura 3 metri a bassa marea e l'escursione è di 2 metri, la profondità dell'acqua di riferimento diventa 5 metri: il calumo minimo di riferimento diventa così 25 metri con rapporto 5:1. Per navigazioni in acque mediterranee, una dotazione complessiva di 70-120 metri tra catena e cima copre la maggior parte delle situazioni di ancoraggio costiero.

Prodotti consigliati

Segna catena ancora e lunghezza standard di ancoraggio

Contrassegnare la catena di ancoraggio è una misura di sicurezza concreta: consente di sapere con immediatezza quanta catena è stata filata, senza contare ogni singola maglia a vista. In pratica, un sistema chiaro permette di rispettare il corretto rapporto tra calumo e profondità del fondale, anche di notte o con visibilità ridotta.

Catena dell’ancora marcata per ogni 10 metri con colori codificati: bianco 10 m, giallo 20 m, rosso 30 m, blu 40 m, verde 50 m e avvertimento corde finali in rosso.

Come contrassegnare la catena di ancoraggio passo per passo

Una volta definito il criterio, il metodo più usato prevede vernice colorata oppure fascette in plastica, sempre a intervalli regolari di 10 metri. Un solo requisito è vincolante: tutto l’equipaggio deve riconoscere il codice colori senza esitazioni.

  • Pulizia preliminare: lavare la sezione da marcare con acqua dolce e asciugarla bene, così da migliorare l’adesione di vernice o fascette.
  • Codice colori standard: bianco a 10 m, giallo a 20 m, rosso a 30 m, blu a 40 m, verde a 50 m; conviene segnare la maglia centrale e le due adiacenti per una lettura visibile da entrambi i lati.
  • Marcatura di fine catena: gli ultimi 5–10 metri meritano un colore di allerta ben evidente, come rosso acceso o arancione, per segnalare l’imminente fine della catena.
  • Rinnovo stagionale: le marcature vanno controllate a inizio stagione, perché l’attrito sul barbotin e il contatto ripetuto con il fondale tendono a consumarle.

In aggiunta, è utile riportare il sistema scelto nel registro di bordo: in questo modo la lunghezza filata resta leggibile da chiunque sia di guardia.

Lunghezza standard della catena di ancoraggio per navi e diportisti

Per il naviglio commerciale e da crociera, la lunghezza standard della catena di ancoraggio per navi è misurata in scaglie da 27,5 metri ciascuna, con sviluppi complessivi che superano spesso i 300 metri. Per il diporto il riferimento cambia: una catena zincata da 70–80 metri è una scelta equilibrata in acque mediterranee, con profondità del fondale fino a 15–20 metri.

Non appena si valuta il materiale, la scelta va letta in funzione dell’uso. Una catena zincata a caldo offre un buon equilibrio tra resistenza meccanica, protezione dalla corrosione e costo, mentre l’acciaio inox AISI 316 privilegia la durata estetica ma richiede un investimento superiore.

Al contrario, sulle imbarcazioni fino a 10 metri impiegate saltuariamente, la combinazione cima più due metri di catena può risultare pratica. Per un ancoraggio prolungato o impegnativo, il fattore decisivo è un altro: una catena intera assicura peso costante e tenuta lungo tutta la lunghezza filata.

Compatibilità della catena di ancoraggio con verricello e chain stopper

Misurati diametro e lunghezza, resta il controllo decisivo: la compatibilità tra catena di ancoraggio e impianto di prua. A bordo, conta l’allineamento tra dimensione, passo, standard normativo e caratteristiche del verricello.

Come scegliere il chain stopper in base al diametro della catena

Il primo punto riguarda il passaggio della catena sul barbotin. La differenza si gioca su un dettaglio preciso: la corrispondenza tra dimensione della catena e impronte del barbotin, da cui dipende la reale compatibilità tra catena e verricello. Se la misura non è corretta, le maglie della catena possono saltare, impuntarsi o avanzare in modo irregolare. Per questo la catena calibrata va sempre verificata sul modello installato.

  • Catene Ø 6 mm e Ø 8 mm: richiedono un chain stopper per 6/8 mm, con base 60×50 mm e sporgenza 47 mm, adatto in genere a imbarcazioni fino a circa 13–15 metri.
  • Catene Ø 10 mm e Ø 12 mm: richiedono un chain stopper 10/12 mm, con base 80×70 mm e sporgenza 63 mm, da privilegiare quando aumentano dislocamento e dimensioni della barca.
  • Incompatibilità diretta: un dispositivo per 6/8 mm non può trattenere una catena da 10 o 12 mm. Forzare l’abbinamento trasferisce sollecitazioni anomale allo scafo.

Una volta installato correttamente, il chain stopper catena dell’ancora blocca la catena in navigazione ed evita discese accidentali. Alla fonda, invece, scarica il tiro dal verricello alla struttura dello scafo; il disingaggio resta manuale e non richiede attrezzi. Per il modello 6/8 mm, la scheda del chain stopper catena riporta le misure utili alla verifica.

Va considerato il diametro reale rilevato con calibro a corsoio, non il valore nominale: sulle catene già usate o di provenienza non documentata la variazione può essere superiore a mezzo millimetro.

Verricello salpa ancora e catena dell’ancora: abbinamento corretto

I parametri da valutare sono più di uno. Contano potenza nominale, tiro massimo e assorbimento elettrico, oltre alla compatibilità con il barbotin. I modelli Smart CLS da 500 a 1000 W sono indicati per barche tra 6 e 13 metri con catene da 6 e 8 mm; la linea Smart Plus da 1000 a 1700 W copre imbarcazioni fino a 15–16 metri con catene da 8 o 10 mm.

Non basta però la sola lunghezza dello scafo. Imbarcazioni con elevata resistenza al vento, albero alto, flybridge o postazioni chiuse trasmettono carichi maggiori sulla catena dell’ancora e sul verricello.

Compatibilità tra catena, barbotin e dispositivi di ormeggio

Definito l’abbinamento principale, occorre verificare anche gli accessori. Grilli, girelle e musoni devono essere coerenti con la misura delle maglie: la larghezza interna di ogni maglia stabilisce quale grillo può lavorare correttamente. Se il componente è troppo grande, resta gioco eccessivo; se è troppo piccolo, non entra.

In aggiunta, è utile registrare i dati essenziali dell’impianto: diametro reale, passo, standard, modello di verricello e tipo di fermacatena. Questo archivio tecnico rende più rapida la manutenzione e più sicura ogni futura sostituzione.

Domande frequenti

Per misurare il diametro della catena dell'ancora serve un calibro a corsoio. Le ganasce vanno appoggiate sul filo della maglia, lontano dal punto saldato: quella zona è più spessa e altera il dato.

Conviene rilevare la misura su 5–10 maglie in buone condizioni e calcolare una media. Il valore corretto, espresso in millimetri, definisce la compatibilità con verricello, barbotin, chain stopper e attrezzature di ancoraggio. Se una catena da 10 presenta un diametro reale ridotto del 10% rispetto al nominale, per esempio 9,0 mm o meno, la sostituzione è da privilegiare quando l'usura compromette la sicurezza.

La lunghezza da filare si calcola in rapporto alla profondità dell'acqua nel punto scelto per l'ancoraggio. In pratica, il riferimento corretto è 5–7 volte la profondità, così da mantenere un angolo di trazione inferiore a 8 gradi.

Con vento teso o mare formato, il rapporto sale a 7:1 o anche oltre. In presenza di marea conta la profondità massima prevista, non quella rilevata al momento della sosta: la differenza si gioca su pochi metri, ma incide in modo diretto sulla tenuta.

Per navigazioni mediterranee con fondali variabili, a bordo conta una dotazione complessiva di circa 70–120 metri di catena dell'ancora.

Il grado della catena indica la resistenza meccanica dell'acciaio impiegato. A parità di diametro della catena dell'ancora, una G40 offre un carico di rottura più elevato rispetto a una G30.

Questo significa più margine di sicurezza senza aumentare il peso della linea. Per il diporto mediterraneo, fino a circa 20 metri di profondità, la versione zincata a caldo in grado G40 è la configurazione standard per unità fino a 15 metri. La G30 resta adatta per impieghi meno gravosi o per unità piccole, con esigenze di ancoraggio più contenute.