Nodi marinari nomi: guida completa con gassa d'amante e nodo parlato

Pubblicato da Unknown il 11/07/2026 06:34 e modificato il 11/07/2026 10:50.

Questa guida sui nodi marinari nomi presenta i principali nodi marinari da conoscere a bordo, con descrizioni precise, tecniche di esecuzione e contesti d'uso: dall'ormeggio alle situazioni di emergenza.

I nodi marinari e le loro funzioni essenziali a bordo: tipi, nomi e classificazione

A bordo, conta riconoscere il nodo corretto e realizzarlo senza incertezze. I nodi nautici non sono intercambiabili: i tipi di nodi marinari variano in base al carico, al materiale della cima e alla necessità di scioglimento dopo la trazione. I nodi di base, se ben eseguiti, coprono la maggior parte delle manovre ordinarie e rappresentano i principali nodi marinareschi.

Diagramma tecnico di nodi marini con etichette italiane: nodi semplici, cappuccino, del tessitore, della rete, inglese, carrick, gassa d’amante, galera, piano, margherita, bocca di lupo, otto, parlat o.

Come classificare i nodi marinari per funzione: arresto, giunzione e avvolgimento

La classificazione segue la funzione: trattenere, collegare, fissare o regolare.

  • Nodi di arresto: bloccano la cima e impediscono che superi stopper, bozzelli o punti di fermo.
  • Nodi di giunzione: servono a unire due corde o due cime, con una tenuta che varia secondo diametro, elasticità e carico.
  • Nodi a occhio e di avvolgimento: fissano la cima a bitte, anelli, pali o altri supporti stabili.

In aggiunta, rientrano nella pratica di bordo i nodi scorsoi e i nodi di accorciamento. La scelta di ogni nodo dipende dal tipo di cima utilizzata. Per chi desidera approfondire come abbinare i nodi marinari ai materiali corretti, la guida sulle cime di ormeggio fornisce indicazioni complete sui materiali, come nylon, poliestere e polipropilene, e sulla loro compatibilità con i diversi nodi marinari essenziali.

Gassa d'amante, nodo Savoia e nodi d'arresto: le tecniche fondamentali per la sicurezza

Tra i nodi indispensabili, la gassa d'amante occupa un posto centrale. Crea un occhiello fisso, non si stringe sotto carico e si scioglie con relativa facilità anche dopo una forte trazione.

L'esecuzione richiede ordine: si forma un cappio sulla cima corrente, il capo libero entra dal basso, passa dietro la parte dormiente e rientra nel cappio, creando un occhiello fisso e sicuro. La gassa d'amante doppia aggiunge sicurezza quando il carico aumenta. In pratica, è una soluzione da conoscere per molte manovre ricorrenti. A bordo è utile conoscere anche il nodo Savoia, cioè il nodo a otto: è il nodo d'arresto più usato perché ferma la cima senza danneggiare eccessivamente le fibre.

Nella stessa logica rientrano i nodi di arresto destinati a impedire la fuga della cima dai passaggi.

Nodo parlato, nodo piano e principali nodi di giunzione per unire corde diverse

Una volta chiarita la funzione dei nodi di arresto, il passaggio naturale riguarda i nodi di fissaggio rapido e i collegamenti. Il nodo parlato è adatto per assicurare parabordi e cime a un supporto cilindrico; su superfici lisce conviene completarlo con mezzi colli per aumentare la sicurezza. Il nodo barcaiolo risponde a una logica simile in molte manovre correnti.

Al contrario, il nodo piano va riservato a legature temporanee con cime dello stesso diametro. Non è la scelta da privilegiare quando il carico è variabile o ripetuto. Tra i nodi di giunzione, resta invece classico il nodo di scotta, utile per unire due corde di diametro differente con una stabilità superiore.

Se la sollecitazione cresce, entra in gioco il doppio nodo di scotta, una variante che aumenta la sicurezza. Il nodo di giunzione può anche assumere forme più specifiche, come il nodo inglese, impiegato in applicazioni mirate su cime particolari. Per cavi più rigidi o di grande sezione restano validi il nodo Zeppelin o il Carrick: la differenza si gioca su materiale, diametro e facilità di scioglimento dopo il carico.

NodoFunzione principaleDiametri compatibiliScioglimento post-carico
Nodo pianoUnire cime temporaneamenteUgualeDifficile sotto forte tensione
Nodo di scotta (bandiera)Giunzione stabile sotto caricoDiversoFacile
Doppio nodo di scottaGiunzione rinforzataDiversoFacile
Nodo Zeppelin/CarrickCavi grossi o rigidiUguale o simileMolto facile

Nodi di ormeggio in porto: galloccia, bocca di lupo e nodi di sicurezza

Non appena si passa alle manovre in banchina, entrano in scena i nodi di ormeggio specifici per il fissaggio in porto. Il nodo di galloccia e la volta di bitta restano tra i più usati, perché permettono un fissaggio stabile e rapido dell’imbarcazione al molo. Prima di salpare, conta verificare il verso degli incroci: un’esecuzione invertita può allentarsi sotto trazione.

In aggiunta, il bocca di lupo è un nodo pratico utile su anelli o punti di presa semplici e rappresenta una delle alternative ai nodi di ormeggio più complessi. Tra le cime e i nodi di sicurezza trovano spazio anche il nodo margherita, impiegato per accorciare una cima o isolare un tratto usurato, e il nodo di bozza, prezioso quando occorre trasferire lo sforzo da una cima già in tiro.

Una drizza bloccata richiede invece una soluzione adatta al carico, senza interventi improvvisati. Per carichi elevati o impieghi particolari si possono incontrare varianti rinforzate della gassa, la gassa spagnola e alcuni nodi autobloccanti. Per approfondire la terminologia tecnica e le convenzioni della nautica, il glossario dei termini nautici fornisce definizioni precise dei principali termini marinareschi.

Domande frequenti sui nodi marinari

Quali sono i principali nodi marinari da conoscere e realizzare a bordo?

I principali nodi marinari da conoscere e realizzare sono pochi, ma vanno eseguiti bene e con precisione. Tra questi rientrano la gassa d'amante, utile per creare un occhiello fisso e sicuro, il nodo Savoia (nodo a otto) come nodo d'arresto, il nodo parlato per fissare rapidamente una cima, il nodo di galloccia per l'ormeggio in porto e il nodo di scotta per unire cime anche di diametro diverso.

Il nodo piano merita una menzione a parte: utile per legature temporanee tra cime dello stesso diametro, ha un impiego più limitato rispetto agli altri nodi. A bordo, conta la funzione di ogni nodo marinaio: una gassa ben formata o una scotta unita correttamente evitano errori nelle manovre e tengono sotto carico senza sorprese. Per chi inizia a imparare, Nautimarket Europe offre una risorsa utile: i nodi di derivazione rappresentano un componente critico per distribuire in sicurezza i circuiti elettrici a bordo, disponibili in diverse dimensioni (Mini, Midi, Big, Maxi).

Come si forma correttamente la gassa d'amante?

Per eseguire la gassa d'amante si parte da un piccolo cappio sulla cima corrente. L'estremità libera passa nel cappio dal basso verso l'alto, gira dietro la parte fissa della cima e rientra verso il basso nello stesso passaggio. Questa esecuzione crea un occhiello fisso e affidabile.

Resta affidabile sotto carico e si scioglie con relativa facilità anche dopo una forte tensione: il dettaglio che cambia tutto in navigazione.

Qual è la differenza tra nodo piano e nodo di scotta?

Il nodo piano serve a unire due cime dello stesso diametro, ma non è da privilegiare quando il carico è variabile o ripetuto. Tiene su legature temporanee e su cime asciutte, mentre può cedere se sottoposto a sollecitazioni continue.

Al contrario, il nodo di scotta è pensato proprio per collegare cime di diametro diverso con maggiore stabilità e sicurezza. Prima di salpare, conviene ricordare questo criterio: per una giunzione affidabile della scotta o di altre cime di bordo, il nodo di scotta resta la scelta corretta.


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